Cerchiamo sempre la luce. Cerchiamo l’aurora boreale.

L’accoglienza è notturna con qualche bagliore in lontananza che ci fa subito sperare che questo è il viaggio giusto per andare a caccia dell’aurora boreale, alba del nord.

La luce è effettivamente verdastra, e io voglio pensare che sia lei, malgrado la folla tenti di dissuadermi in ogni modo. Mi dico che tanto il viaggio è finalizzato a questo e quindi perché non dovrei vederla.
La mattina seguente alle 10.00 è ancora buio pesto.

islanda, bluelagoon

Ci dirigiamo verso la prima tappa del Circolo d’Oro.

il parco nazionale di Thingvellir. Qui vento e neve sono talmente potenti che non possiamo non sentirci parte di uno spot della North Face che ha ideato il loro miglior slogan Never stop exploring. La giornata continua con le visite dei geyser e della cascata d’oro di Gullfoss

Sera.

Finalmente si intravede tra le nuvole qualche angolo di azzurro e ci riempie di speranza per la sera in cui dovremmo (magnetismo, nuvole, vento, neve e pioggia… E fortuna) vedere finalmente l’aurora. Questa speranza dà ovviamente una carica incredibile a tutti e con la luce del sole i nostri occhi vedono finalmente le luci e i colori per cui sono qui. Perché, diciamo la verità, l’aurora boreale sarebbe incredibilmente emozionante, ma il desiderio di visitare le terre del nord nasce molto prima di sapere anche solo cosa fosse e come si creasse un’aurora.

islanda, cavalli

Ecco che vedo quello che vede Walter Mitty, e sogno a occhi aperti. Stesse luci, stesso vulcano (dal suo nome impronunciabile), stesso orizzonte.

E mi basta questa giornata per dire che ne è valsa la pena, e che appena mi ricapiterà l’occasione di partire in estate, tornerò qui.

Con un po’ meno bufere di neve.
Ultimo giorno. So che tornerò a casa senza aurora. Eppure nessun rimpianto, nessuna malinconia o insoddisfazione. Tra le luci della natura lei sarà sicuramente ai primi posti, ma a seguire ci mettere senza dubbio tutti questi paesaggi incantati illuminati dalla luce del sole.

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